PALA DEL BELIA

di Manrico Dell’Agnola

 

Nulla è cambiato, a parte noi

Il rifugio Carestiato è uno di quei luoghi che frequentavo fin da bambino. Forse i primi scalatori, che ammiravo molto al punto di mitizzarli, li vidi proprio su quelle pareti, ma solo immaginarmi di essere un giorno uno di loro era un sogno troppo grande. Autunno 1979, due ragazzotti ingenui salgono verso il Carestiato: una vecchia corda da 40 metri, imbraghi alti della Cassin, qualche chiodo. Ai piedi scarpe da ginnastica, ma nello zaino pesanti scarponi per l’arrampicata, con suola rigida, consigliati dal C.A.I.; neve non ce n’era, ma un cielo, prima velato poi plumbeo, non prometteva niente di buono. I due attaccarono la via Penasa, ma ben presto si resero conto che la relazione non coincideva; per sbaglio erano sullo spigolo. Servì un’intera giornata di fatiche perché il sottoscritto e Francesco capissero che l’unica soluzione intelligente era quella di scendere velocemente prima di dover passare una notte appesi, e non servirono molte doppie per riguadagnare il ghiaione che i due baciarono. Fine Ottobre 2017, giornata cupa, freddo umido, via divertente… mi sembra ieri, nulla è cambiato a parte noi.

 

SPIGOLO SUD EST

Via Sorarù - Giuseppe Sorarù, E. Amodruz e S. Pelozo il 4 agosto del 1957

 

Cenno Generale

Salita interessante e comoda su roccia quasi sempre buona, consigliabile in autunno ed in primavera o utile a riempire qualche pomeriggio estivo a condizione di essere discreti arrampicatori. La chiodatura è sufficiente, ma è consigliabile qualche friends e cordino. Facile e divertente, ma abbastanza lunga e da non sottovalutare, arrivati una quarantina di metri sotto il grande tetto sommitale è possibile una via di fuga che verso sinistra, per cengia, porta alla ferrata Costantini.

Difficoltà: III e IV alcuni pass. di V ed uno di V+

Tempo : 2-4 ore

Sviluppo : 450 m.

Materiale : Normale dotazione alpinistica

 

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