BIANCO NEL BIANCO






Fa caldo e a guardare là, fuori dalla finestra, nulla lascia pensare che siamo in autunno avanzato. La settimana scorsa il tentativo di uscita per uno shooting fotografico ad Alagna, in Valsesia, è saltato. La perturbazione prevista è stata ben poca cosa.
Questo week end invece, Nimbus dice neve. Ma dove? In Valle d’Aosta, al cospetto del Bianco! L’obiettivo è quello di documentare il paesaggio che passa dalla veste autunnale a quella invernale.
Decidiamo per la Val Ferret.
Uno degli aspetti che preferisco del mio lavoro è quello di documentare la cadenza delle stagioni, del loro mutamento. La metamorfosi del bosco, gli eventi atmosferici ed il loro carattere, la loro forza e la loro straordinaria bellezza.
Per quattro giorni siamo stati sorpresi da una bufera di neve che a sprazzi regalava scorci panoramici sul gruppo del Bianco.
Le nubi ancorate alla roccia lasciavano intravedere la sommità del Bianco che, con suoi 4810 mt domina la scena. E poi l’Aiguile Noire con Les Dames Anglaises.
Dalle immagini dei boschi innevati alla visione, in un tramonto suggestivo, del lontano ghiacciaio Del Miage della vicina Val Veny. Questo, il nostro reportage. Il nostro racconto di novembre.

OUTDOOR STORY TELLER PROJECT

OST Project rappresenta la naturale evoluzione del mio lavoro, iniziato circa 25 anni fa, con l’ausilio di una fotocamera caricata a pellicola che con il tempo si è adeguata gradualmente alle nuove tecnologie digitali.
Sin dall’inizio il mio compito è stato quello di raccontare storie per immagini. Una narrazione visiva continua, che dura da circa un quarto di secolo.
Oggi sempre più, la gente ama sentirsi raccontare storie vere. Quelle storie nelle quali è possibile ritrovarsi aiutati dalla lettura e dalle immagini.
Di montagna parlo e scrivo raccontando, non solo di gesti atletici o atti estremi. Raccolgo appunti e registro immagini di posti, di storie e di persone.
Racconto e documento eventi e imprese sportive, ma anche e soprattutto amo raccontare le storie di chi la montagna la abita e in qualche modo la vive.
Mi piace descrivere il mondo della montagna che va oltre l’impresa. La montagna non è solo questo.
Che sia una storia di cultura alpina dove il protagonista può essere il pastore che torna dall’alpeggio oppure lo snowboarder che trova libertà di espressione nel prendere il volo su un mare di polvere o lasciando semplicemente la propria traccia sul pendio vergine.
Dal trekking in quota alle persone che vivono e lavorano in montagna per scelta o semplicemente perchè ci sono nati e con la montagna si rapportano quotidianamente.
La montagna, vissuta a certi ritmi, può essere per pochi eletti, forse. Senz’altro non è solo qualcosa di faticoso e verticale e può essere, anche, per chiunque.