"In montagna come nella vita abbi il coraggio di seguire la via meno battuta" - M. DELLA BORDELLA
BIOGRAFIA
Sempre pronto a mettersi alla prova, si trova davvero a suo agio solo quando affronta le verticali pareti granitiche del Cerro Torre, del Monte Bianco o sulle immense big wall di Himalaya, Karakorum o Groenlandia. Matteo Della Bordella è uno dei maggiori rappresentanti della nuova generazione di elitari scalatori. Membro dei Ragni della Grignetta, di cui è anche stato presidente, ha aperto vie ritenute impossibili e ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il premio Grignetta d’Oro 2015.
Nato e cresciuto a Varese Matteo si avvicina alla montagna grazie al papà, Fabio. Insieme vivono un rapporto intenso, godendo di momenti che pochi altri figli hanno l’opportunità di vivere. Insieme scalano sulle più dure vie delle Alpi. Ripetono itinerari sulle Grandes Jorasses, sulle Tre Cime di Lavaredo, in Wenden e anche in Marmolada, dove salgono per la celebre via del Pesce. Sulle difficoltà di questa immensa parete sud, Matteo comprende che può fare qualcosa in più, che può osare, che può. Con una laurea in ingegneria gestionale in tasca e un dottorato di ricerca sceglie di rinunciare alla carriera accademica per dedicarsi totalmente alla montagna. Nel giro di poco la sua fama sarebbe diventata planetaria, sinonimo di imprese e realizzazioni uniche nel suo genere. La montagna ha dato tanto a Matteo, allo stesso modo la montagna gli ha chiesto tanto. Matteo nel cuore ha qualcosa di speciale, nel suo sguardo la visione di uno dei migliori del suo tempo.
Il suo terreno di gioco preferito sono montagne e pareti verticali nei luoghi più remoti del Pianeta, da affrontare in arrampicata libera e con materiale ridotto all’osso in un confronto ad armi pari con la montagna. Con uno stile che l’inglese Albert Frederick Mummery definirebbe “by fair means”, Matteo torna ogni anno sulle estreme ed eleganti vette patagoniche. Nel febbraio 2025, durante la sua quindicesima spedizione nella terra dei giganti, il ragno è stato protagonista di due grandi imprese. La prima salita della via Gringos Locos, assieme a Mirco Grasso e Dario Eynard, sulla spaventosa nord-ovest del Cerro Piergiorgio, ha portato alla chiusura di un cerchio storico, avviato nel 1995 dalla cordata di Maurizio Giordani e Luca Maspes. Un capolavoro di perseveranza e resistenza, destinato a nutrire i sogni verticali in terra argentina dei prossimi decenni.
Pochi mesi più tardi ha messo la propria firma insieme a Marco Majori sulla prima invernale della "Via Casarotto". Un push verticale proseguito tra raffiche di vento fino a 100 km/h per 35 tiri e 1300 metri attraverso il Pilastro Goretta, fino alla cima del Fitz, rendendo omaggio all’impresa in solitaria compiuta da Renato Casarotto nel 1979.
Il suo impatto nell’alpinismo trascende i risultati raggiunti in parete. A partire dal 2024, Matteo è ideatore del CAI Eagle Team, il progetto che dà la possibilità a giovani talenti dell’arrampicata di cimentarsi su nuove pareti e di alzare l’asticella personale grazie ai suoi insegnamenti.
Inoltre, dal 2021 è il promotore di Climb & Clean insieme a Massimo Faletti. L’iniziativa si propone di sensibilizzare gli appassionati outdoor (e non) sull’abbandono dei rifiuti nei pressi delle zone arrampicata, ripulendo le aree in cui il tema è più tangibile grazie alle community locali.
QUATTRO CHIACCHIERE CON MATTEO DELLA BORDELLA
Da giovanissimo l'arrampicata non era la tua passione, cosa ha fatto scoccare la scintilla?
Tutto è nato dalla voglia di mettermi alla prova e di migliorarmi, dalla curiosità di scoprire ogni volta pareti e sensazioni nuove.
Qual è il tuo luogo preferito per arrampicare?
Direi che sono due. Sicuramente le granitiche pareti della Patagonia e la falesia di Quincinetto, a due passi da casa.
Hai una via preferita, tra quelle che hai aperto?
Sicuramente "Brothers in arms", sul Cerro Torre.
La tua giacca Karpos preferita e perché?
La Miage Jacket, perché è estremamente calda, ma allo stesso tempo leggera e comprimibile. È un capo con cui puoi scalare in condizioni estreme. Tiene caldo e ripara dal vento, ma al tempo stesso traspira e ha una vestibilità perfetta.
HIGHLIGHTS
2025 prima invernale dalla via Casarotto al Fitz Roy assieme a Marco Majori, attraverso il pilastro Goretta (1300 m, Patagonia)
2025 Gringos Locos sul Cerro Piergiorgio con Mirco Grasso and Dario Eynard (1000 m, Patagonia)
2024 Apertura di "Odyssea Borealis" con Silvan Schüpbach, Symon Welfringer e Alex Gammeter
2022 apertura in stile alpino della via Brothers in arms lungo le pareti est e nord del Cerro Torre (3128 m, Patagonia)
2021 apertura della via Forum sulla Siren Tower (Groenlandia)
2019 prima salita della parete ovest del Bhagirathi IV (6192 m, Himalaya indiano)
2018 prima salita assoluta del Cerro Riso Patron Sud (2350m, Patagonia)
2017 prima salita della parete est del Cerro Murallon (2780 m, Patagonia)
2013 prima salita della parete ovest della Torre Egger (2885 m, Patagonia)