THE FUTURE OF CLIMBING - BONUS
by Cédric Lachat and Guillaume Broust
UN TUFFO NELLE CRITICITA’ DI QUATTRO SITI ICONICI
Il viaggio intrapreso da Cédric Lachat e Guillaume Broust con “The future of Climbing” prosegue con quattro episodi inediti che raccontano il dietro le quinte di alcuni dei siti di arrampicata più iconici d’Europa.
Fontainebleau, Val Bavona, Margalef e Isère. Aree diverse tra loro per formazione rocciosa, ambiente e livello di sfida, accomunate però dalla necessità di regolare o limitare l’accesso a falesie e blocchi per una fruizione irrispettosa o disattenta da parte di chi le frequenta.
Attraverso il racconto di chi queste pareti le frequenta quotidianamente - come atleti, presidenti di enti e organizzazioni - i contenuti bonus denunciano i fattori che hanno modificato le possibilità di arrampicata nel corso del tempo - costringendo, in alcuni casi, a delle soluzioni drastiche.
Anche in questo caso, sono la necessità di una presa di coscienza collettiva e di un approccio responsabile al climbing a prevalere sulle possibili soluzioni offerte.
FONTAINEBLEAU
Distante solamente 70 km. da Parigi, la foresta di Fontainebleau è diventata negli ultimi decenni il centro internazionale dell’arrampicata sui blocchi a cielo aperto. Il sovraffollamento dell’area ha però compromesso la sicurezza nel suo accesso, così come la disponibilità di alcune prese iconiche e la conservazione dell’ambiente in seguito al crescente abbandono di rifiuti.
VAL BAVONA
Esplorare la Val Bavona è una sfida affascinante. È un luogo che ha conservato il suo carattere più selvaggio: una valle popolata più dagli animali che dagli esseri umani, con rocce riconquistate dalla foresta e siti ancora inesplorati.
Un territorio autentico e ancestrale, al punto da essere ribattezzato “valle di pietra” da climber e abitanti.
In questo piccolo paradiso outdoor, la vera sfida per il futuro dell’arrampicata consiste nel rispettare la sua fragilità.
Trovare il modo per far convivere le attività dei visitatori e la routine di chi abita il centro silenzioso del piccolissimo centro in Ticino, ma anche curare le prese per mantenere la stabilità della roccia.
Più che altrove, in Val Bavona è fondamentale che natura e comunità locale vengano preservate.
MARGALEF
Margalef è un luogo che risale al periodo del Paleolitico, evolvendo nel tempo, si è trasformato in uno dei punti di riferimento dell’arrampicata internazionale. Oggi conta appena 114 abitanti, ma negli ultimi anni ha accolto tra 60.000 e 90.000 visitatori, per lo più climber.
Una delle principali problematiche è la pressione subita dal territorio a causa del sovraffolamento di turismo. In un ambiente naturale protetto e in una comunità così piccola, le risorse economiche ed ecologiche non sono sufficienti a sostenere un afflusso così elevato.
Per questo servono regole chiare e una gestione attenta degli spazi.Non si possono aprire troppe vie sulle stesse pareti: è necessario preservare l’ambiente e la roccia. Il ruolo dell’area protetta è anche educativo, perché l’equilibrio nasce dalle persone che vivono questi luoghi.
ISÈRE
Isère è un punto di riferimento mondiale per le attività sportive all’aria aperta. Negli ultimi anni, però, l’accesso ai siti ha causato difficoltà nella gestione ambientale e nella tutela delle specie protette.
La collina di Comboire rappresenta un ambiente unico, dove fauna e flora formano un biotopo unico, con alcune specie in via di estinzione, come nel caso del gufo reale. L’accesso ai dati sulla biodiversità, la conoscenza approfondita di ogni sito e la limitazione dell’accesso alle aree di nidificazione sono le misure adottate dalle organizzazioni locali per monitorare il fenomeno.
Il caso di Isère è esemplificativo delle aree in cui occorre conoscere la parete rocciosa e rispettare i settori accessibili, che variano durante la stagione in funzione della nidificazione delle specie volatili protette.